
Crescenzo
Scotti
La mia storia, tra il mare di Ischia ed i pendii della Costiera Amalfitana.
Prima di tutto,
le radici.
Nato e cresciuto ad Ischia, porto con me il paesaggio dell’isola, la memoria dei sapori dell’infanzia e la cultura gastronomica del Mediterraneo. Il mare, la stagionalità ed il valore delle cose semplici sono ancora oggi parte essenziale del mio modo di cucinare.
Le estati trascorse dai miei nonni materni a Marano sono tra i ricordi più vivi della mia infanzia. Mi svegliavo all’alba per accompagnare mio nonno nei campi: all’epoca quella sveglia così presto mi sembrava un’incombenza, oggi è diventata il ritmo con cui amo iniziare la giornata. Ricordo i profumi della terra, i pomodori appena raccolti e l’uva fragolina. Quei gesti semplici, tramandati, mi hanno insegnato a rispettare la natura ed i suoi frutti. Quei sapori e quei profumi vivono ancora oggi nella mia cucina.
Le radici, la memoria, il mare.
Il mio percorso in cucina è iniziato a 14 anni, spinto da mio padre. Lui faceva il muratore, un mestiere fatto di fatica e concretezza, ma in me aveva visto il futuro di un cuoco. La sua intuizione mi ha portato a muovere i primi passi in questo mondo e a scoprire, giorno dopo giorno, una passione che sarebbe diventata la mia vita. Oggi riconosco in quella sua fiducia uno dei doni più importanti che abbia mai ricevuto.
«Ogni piatto è un racconto: parla dei luoghi da cui veniamo, delle persone incontrate e delle emozioni che scegliamo di condividere.»Crescenzo Scotti

Un’isola dentro ogni gesto.
Ischia è il luogo in cui tutto ha preso forma. I suoi profumi, la sua cucina di mare e di terra, i ritmi delle stagioni sono una parte viva della mia identità. Non sono soltanto ricordi: sono una bussola che continua a orientare le mie scelte.
Ogni luogo ha lasciato un segno.
Il mio percorso non è soltanto una successione di cucine, ma un viaggio fatto di incontri, scoperte e ritorni. Ogni luogo ha lasciato un segno, affinando il mio sguardo sulla materia prima, sul territorio e sulla manualità. Di ogni esperienza ho fatto tesoro di qualcosa: una tecnica, un’intuizione, un nuovo modo di leggere gli ingredienti e trasformarli. È attraverso questa stratificazione di incontri e conoscenze che, nel tempo, ho costruito una cucina e una voce che sento profondamente mie.
La curiosità come bussola.
Le esperienze fuori dalla mia terra, da Le Calandre ad Agli Amici, mi hanno insegnato a guardare la cucina con occhi diversi. Cercavo nuove tecniche, culture e approcci, con un pensiero sempre presente: un giorno avrei riportato tutto a casa. I sapori di Ischia e del Mediterraneo sono rimasti sempre dentro di me. Ho capito che la tecnica non deve cancellare un sapore, ma aiutarti a raccontarlo meglio.

Un’isola diversa, una tappa decisiva.
A Vulcano ho incontrato un paesaggio che non assomiglia a nessun altro: la forza della terra, il profumo dello zolfo, il vento, il mare e una natura che conserva qualcosa di primordiale. Al Therasia Resort, questa energia è entrata anche nel mio modo di vivere la cucina, in un rapporto quotidiano e intenso con un territorio tanto selvaggio quanto generoso. Qui è arrivata la prima Stella Michelin, un traguardo che ha dato un significato speciale a quegli anni e al lavoro costruito insieme alla squadra. È stata una soddisfazione profonda, nata dalla passione, dalla dedizione e dalla forza di un gruppo che ogni giorno ha condiviso la stessa visione. Di Vulcano porto con me soprattutto l’anima dell’isola: la sua luce, i suoi profumi, il mare e quella forza vulcanica che rende l’isola impossibile da dimenticare.

Ritrovare le mie radici, con occhi nuovi.
Dopo l’esperienza in Sicilia, il viaggio mi ha riportato in Campania, a Villa Cimbrone, nel cuore di Ravello. Tornare ha significato confrontarmi nuovamente con un paesaggio che mi apparteneva, ma che gli anni trascorsi lontano da casa avevano reso diverso ai miei occhi. La luce della Costiera, i suoi terrazzamenti, i limoneti e il mare sono entrati in un nuovo modo di raccontare la mia terra. A Ravello ho sentito forte il valore del ritorno: non come un punto di arrivo, ma come una nuova prospettiva da cui guardare le mie origini.
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La mia storia incontra il mare di Amalfi.
Oggi, come Executive Chef di Borgo Santandrea, continuo questo viaggio tra ospitalità, territorio e ricerca. Il mare della Costiera diventa il filo conduttore di una cucina che parla di pescato, stagioni e memoria mediterranea. La mia cucina nasce dall’incontro tra tradizione e sensibilità contemporanea: pesce, ortaggi, erbe, olio e prodotti locali diventano strumenti per raccontare il paesaggio mediterraneo. Mi interessa l’essenza dell’ingrediente: rispettarne il carattere, valorizzarne la stagione e accompagnarlo con una tecnica precisa, senza perdere spontaneità. Il risultato che cerco è una cucina riconoscibile, sincera e legata al luogo in cui prende vita. È qui che le esperienze raccolte lungo il cammino trovano una nuova forma, senza smettere di evolversi.
Lo studio, per dare profondità all’esperienza.
Accanto agli anni trascorsi nelle cucine, ho scelto di tornare allo studio, conseguendo la laurea in Gastronomia, Ospitalità e Territori.
Un percorso che mi ha permesso di guardare la ristorazione da una prospettiva più ampia, approfondendo il rapporto tra cibo, territorio, sostenibilità e futuro dell’ospitalità. La mia tesi, “La ristorazione e le sue sfide future tra economia, sostenibilità”, ha unito esperienza professionale e ricerca, trasformando anni di esperienza in una nuova consapevolezza.
Una tappa diversa dalle cucine, ma profondamente legata ad esse: perché conoscere il cibo significa anche comprendere il territorio, le persone e le responsabilità che stanno dietro ogni scelta.
Laurea conseguita presso Universitas Mercatorum · 14 giugno 2024

Un sapere che continua nell’olio
L’olio, un ingrediente che racconta il territorio.
Il mare e i prodotti della terra sono il punto di partenza della mia cucina. Tra questi, l’olio extravergine d’oliva ha assunto negli anni un ruolo sempre più importante.
Con il tempo ho imparato a riconoscere quanto la scelta di questo ingrediente possa incidere sul risultato finale: Varietà, origine, intensità e profilo aromatico possono cambiare profondamente la percezione di una preparazione.
Da questa sensibilità è nato un progetto dedicato all’olio, attraverso il quale cerco di raccontarne le diverse espressioni e di metterle in relazione con la cucina. Non un elemento da aggiungere alla fine, ma una materia prima capace di accompagnare, contrastare o esaltare gli altri ingredienti.
È così che l’olio diventa parte naturale della mia cucina: uno strumento attraverso cui leggere il Mediterraneo, le sue cultivar, i suoi paesaggi e la sua straordinaria diversità.
Un filo che parte dalla materia prima e arriva al piatto, trasformando l’assaggio in un’esperienza e la scelta dell’olio in parte integrante della cucina.
Diploma di Sommelier dell’olio · Fondazione Italiana Sommelier · 21 marzo 2026
Il mare come orizzonte.
Ad Alici, nel Borgo Santandrea, il mare è una presenza costante. Entra nella cucina con il profumo del pescato, la luce calda dell’estate, i prodotti della terra e quei sapori semplici che appartengono da sempre alla Costiera. È da qui che nasce la mia cucina: dall’incontro tra il mare e la terra, tra la memoria mediterranea e il desiderio di raccontarla con uno sguardo contemporaneo.
Ogni giorno, in questo angolo sospeso tra cielo e mare, la cucina prende forma attraverso il lavoro della squadra e la cura di ogni dettaglio. La Stella Michelin è arrivata come un momento di grande significato. Un riconoscimento che ha premiato il lavoro, la passione e la dedizione di tutta la squadra. Riceverla ha rappresentato una grande emozione e una responsabilità nuova: quella di continuare a crescere con l’identità che abbiamo scelto di raccontare.
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La storia continua.
Ogni stagione porta nuove idee, nuovi incontri e nuovi sapori. Il mio viaggio continua ad Amalfi, con lo sguardo rivolto al Mediterraneo e alle sue infinite possibilità.
